Il profilo non è mai visibile allo studente né alla famiglia. È una lente per chi insegna, non una scheda sul ragazzo — e il controllo sta sul server, non sul fatto che il collegamento non compaia.
I metaprogrammi di derivazione PNL, il canale V-A-K e gli stili di apprendimento sono ausili formativi, non test diagnostici: costrutti dibattuti in letteratura, utili come lente per il docente e non come etichetta sul ragazzo.
Per questo ogni voce del profilo porta la sua confidenza, e sotto la soglia il dato si legge come «da approfondire», non come informazione sulla persona. Un profilo con poche risposte non è un profilo debole: è un profilo che non c'è.
Ognuno è un asse fra due poli, non una categoria in cui stare.
Si attiva per evitare problemi o per raggiungere obiettivi
Attende e valuta, oppure propone e agisce
Dovere e procedure, oppure opzioni e novità
Giudica in base agli altri o in base a sé
Focus sul percorso o sul risultato
Cerca ciò che è uguale o ciò che cambia
Parte dai dettagli o dal quadro d'insieme
Lavora da solo o insieme al gruppo
Orientamento attentivo verso di sé o verso gli altri
Categorico e netto, oppure sfumato e aperto
10 distorsioni cognitive, ciascuna con la sua spiegazione e la leva per lavorarci.
Sulla scheda l'AI scrive una lettura discorsiva del profilo per il docente. La chiave non è configurata: si usa la lettura deterministica, costruita dalle stesse frasi del progetto.
Solo il profilo già calcolato — etichette e numeri. Mai il nome, mai il cognome, mai le risposte grezze, mai la scheda dello Skill Compass. Se il modello non riceve dati identificativi, non c'è un trasferimento di dati personali da giustificare: è ciò che rende difendibile la DPIA.
E in ogni caso la piattaforma funziona senza AI: il fallback deterministico è obbligatorio, non un ripiego.